Un nuovo inizio

Merano 2000 – Foto mia!

Ovvero: Come si RI-diventa ciò che si è

Nel fatato Reame dell’Ovest c’è grande fermento. Il grande ballo di Natale come ogni anno raccoglie interesse ed aspettative. Gli almi rampolli ed i maggiorenti del luogo sfoggiano in questa occasione tutto il loro prestigio e la loro consapevole presenza scenica in uno scintillio di galloni, telefonini milionari e spille aziendali.

Nella stanza più recondita del corridoio più lontano dell’ala più dimenticata del Castello Principesco, di fronte all’angusto cubicolo riservato ai funzionari di basso rango, il giovane RI-ccardo spolverava fischiettando il tavolaccio di legno che nella sua mente vedeva come scrivania. Nella sua stanzetta senza finestre, oltre alla scrivania, solo un campanello che suonava molesto quando si richiedeva la sua presenza per temperare una matita o per aiutare qualche alto funzionario, sciancato da anni gloriosi di servizio, a sedersi sulla sua sedia di pelle.

Sognando di danzare nella gran sala mensa, sgomberata dai tavoli ed adibita a salone da ballo, RI-ccardo aveva cucito insieme dei pezzi di abiti da lavoro che gli operai dismettevano e lasciavano negli spogliatoi che spesso si ritrovava a pulire. Di essi ne aveva fatto un grazioso scimmiottamento di vestito da sera, dal colore un po’ acceso, ma comodo e per di più antinfortunio.

Ma quale fu per il tapino la delusione, quando seppe da un dispaccio aziendale che al gran ballo erano ammessi solo le Signorie Dirigenziali e gli alti Funzionari di Primo Livello!

Le sue notti si tinsero di bianco e le sue guance si rigarono di pianto.

Per anni, seppur romanzata, la scena è stata questa. Un miscuglio scimmiottato di narrativa tra Perutz e Céline, ma con la consapevolezza angosciante di viverci, almeno apparentemente, dentro.

I monsù Travet così come i personaggi gogoliani di questo mondo, compreso il mio precedente piccolo Io, pretendono che le cose cambino da sole, che dall’alto scenda la scintilla ex-machina a risolvere i problemi e gli ostacoli che qualche orco o Burocrate di Sesto Livello hanno piazzato sul loro cammino.

Poco importa se la maggior quota dell’impegno a non andare avanti derivi dal nostro cervello o dalla nostra anima abbrutita da anni di blocchi e schemi virtuali.

Un bel giorno, soverchiati da queste sovrastrutture, si arriva ad un bivio: soccombere o capire. Non ancora “cambiare”, no, lì non ci siamo ancora arrivati. C’è un passo che precede il cambiamento, tanto impercettibile quanto imprescindibile: la presa di coscienza.

Come da sempre affermano i saggi e confermano i grandi comunicatori, il cambiamento non è un avvenimento, una tappa di svolta, che magari conferma la sua natura episodica e lì termina. Il cambiamento è piuttosto un percorso, faticoso o di sollievo, lunghissimo o breve. Tante nature può avere il percorso, ma quel che è certo è che deve essere interno ed avere come prima tappa la consapevolezza.

Consapevolezza dei vincoli immaginari creati dal giudizio e dal comportamento degli altri che ci stringono e legano ad un mondo illusorio.

Consapevolezza della natura endogena di questo percorso, che non riceve spinte da eventi esterni, climatici, sociali o peggio ancora politici, ma dalla nostra voglia di crescere; che non ha come obiettivo un traguardo fermo ed un premio datoci da chi ci sta intorno, ma il costante nostro miglioramento.

Solo a quel punto si può partire per questo viaggio, acquisire il potere di schioccare le dita e capire che si può essere Monsù Travet anche in un paradiso terrestre, se siamo noi a volerlo, così come possiamo essere grandi e liberi anche nella più scura stanzetta di un immaginario castello, se abbiamo lo spazio immenso nella nostra mente.

La consapevolezza che porterà il Riccardo del fatato Reame dell’Ovest a RI-Conoscersi in una persona libera da preconcetti e vincoli e grande tanto da rimboccarsi le maniche e spingersi verso il cambiamento.

Se sei qui e ti riconosci almeno in parte in quanto sopra riportato, allora vuol dire che hai voluto intraprendere anche tu (o probabilmente sei già grandemente ad un livello più avanzato) questo luminoso viaggio nel

RI-Conoscersi e crescere diventando quel che in realtà già sei.

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